Verdello Fest a Bagheria (5-6-7 Agosto 2017)

PH. Francesca Valentino

Si è da poco concluso il primo Verdello Fest a Bagheria, le attività dell’iniziativa si sono svolte lungo l’asse viario che da Villa Palagonia si spinge sino all’antico Arco del Padre Eterno che un tempo era completamente inglobato nelle mura di una delle ville settecentesche più famose di Bagheria meglio conosciuta come “Villa dei Mostri”. Fu lo stesso principe di Palagonia a stabilire che le mura della sua residenza estiva fossero disseminate di sculture che ritraevano strane sculture a metà tra uomo e animali, che per molto tempo furono intrise di un particolare potere malefico secondo cui le donne incinta che posavano il loro sguardo sulle sculture avrebbero partorito inquietanti creature, se non addirittura abortito. Torniamo al Verdello Fest promosso dall’ Associazione Piano d’Oro, che attraverso il coinvolgimento di diversi operatori della ristorazione, dell’artigianato locale e di esperti del settore ha voluto portare l’attenzione su un prodotto che nei decenni scorsi ha rappresentato il fiore all’ occhiello della limonicoltura bagherese. Si perché per diverso tempo gli agricoltori bagheresi si sono contraddistinti per la capacità di operare riconversioni colturali, dal cotone alla canna da zucchero, dalla vite all’ ulivo sino al più recente limone. Dall’ inizio del secolo scorso sino agli anni settanta Bagheria ha rappresentato il punto di partenza per il mercato europeo del limone: da Bagheria infatti partivano treni-merce carichi di limoni verso i mercati della Francia, dell’Inghilterra, della Germania ma soprattutto dell’Est Europa e a Bagheria arrivavano ogni giorno manovalanza dai paesi vicini e dalla grande città di Palermo per lavorare presso “i majazini” in cui si selezionava la merce sulla base del loro valore ed i limoni venivano incartati uno ad uno nelle caratteristiche veline. La limonicoltura a Bagheria era riuscita a creare un indotto fatto di operai addetti alla manutenzione e alle operazioni colturali, di carrettieri che trasportavano il raccolto dalle campagne ai magazzini, di tipografie che stampavano le già citate veline, di falegnami che preparavano le cassette per il trasporto, di mediatori che contrattavano il prezzo locale e così via. Re di questo festival non è un limone comune, ma un “signor” limone di nome Verdello: questa varietà di limone si raccoglie in estate e si ottiene ancora oggi attraverso una particolare operazione colturale chiamata “furzatura”. In pratica gli alberi venivano lasciati a secco tra giugno e luglio per diversi giorni, in una fase detta di “patienza”, e poi irrigati specialmente di notte. In questo modo si favoriva una nuova fioritura e quindi la produzione di nuovi frutti. Il limone Verdello ha notevoli proprietà organolettiche: sia le foglie che il frutto solo ovali e allungati, la polpa è gialla e meno acida di quella del frutto derivato dalla prima fioritura, la buccia è verde chiaro e a grana fine, ma con il tempo può diventare giallastra. In cucina gli usi sono notevoli, dal succo per la produzione di granite e sorbetti alla buccia depositaria dei caratteristici olii essenziali usata sia per la preparazione del tradizionale limoncello che in gastronomia per insaporire piatti a base di pesce e non solo.

Il Verdello Fest ha dunque voluto rievocare queste storie accostandole alle bellezze architettoniche di Villa Palagonia, che con l’occasione era visitabile ad un prezzo ridotto, alle maestranze artigianali e alla cultura enogastronomica del territorio. Proprio per questo è stata creata una sorta di grande brigata allargata, formata da diversi chef che operano nel territorio bagherese (Mirko Sciacca del ristorante Bitta Ristrò, Claudio Gilles Olivieri del ristorante Donna Concetta, Salvatore Lipari del ristorante Saperi e Sapori, Maria Caviglia del Verci, Adriana Codogno del bar Don Gino e Salvatore Di Marco del Bar Ester) e coordinata dalla stella Michelin Tony Lo Coco del ristorante “I Pupi” di Bagheria. Ogni chef ha proposto in degustazione la propria personale interpretazione della valorizzazione del Verdello in cucina e così i numerosi visitatori che hanno acquistato il coupon hanno potuto gustare il crostino di pane di tumminia con verdure, alici, polvere di basilico e zeste di verdello caramellati, le sarde fritte su cipolla in agrodolce allo zenzero con lisca fritta, gli spaghetti alla chitarra freschi maneggiati nel brodo di pesce e limoncello con capperi fritti, pomodorini confit e muddica atturrata con bottarga, la pasta fresca al limoncello con ragù bianco su crema di patate viola e muddica atturrata con bottarga, rotolo di ricciola con cipolla in agrodolce arrotolata con foglie di tenerumi, alghe fritte e muddica atturrata, la mimosa al limoncello e il bignè croccante ripieno di crema al limoncello al sentore di mentuccia su una base di latte di mandorla, il tutto accompagnato da una apposita selezione di vini curati da Giovanni Aiello di Vini e Design. Tutte le proposte sono state a mio parere appropriate e degne degli chef che li hanno realizzati, tra tutte personalmente ho preferito la versione in agrodolce delle sarde fritte accompagnate dalla corrispondente lisca, che risulta anche un ottima fonte di calcio (deformazione professionale!). Da biologo nutrizionista non posso far altro che aggiungere le straordinarie proprietà nutrizionali del limone: contiene acido citrico, acido malico, saccarosio, citrato di calcio, potassio. Il succo del limone è un ottimo digestivo, poiché stimola la produzione di succhi gastrici, contrasta la formazione di radicali liberi e rafforza le difese immunitarie, inoltre svolge svariate funzioni come calmante, astringente, cicatrizzante, disinfettante, antisclerotico oltre ad essere un potente dissetante. Da amante, conoscitrice e sostenitrice della cultura enogastronomia made in sicily posso invece augurarmi che iniziative del genere possano continuare a realizzarsi nel nostro territorio. Il legame tra arte, turismo ed enogastronomia è sempre più stretto e ad oggi il turismo enogastronomico rappresenta un settore in continua crescita, dunque spazio alle iniziative pubbliche e private che sappiano cogliere questa occasione di valorizzazione del territorio attraverso i suoi sapori e saperi locali.

Vi lascio alcune mie immagini della serata, alla prossima gastro….bloggata!

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